10.000 vite cristiane sono a rischio. Queste persone sono fuggite dal Pakistan perché perseguitate per il loro amore verso Cristo. Sono arrivate in Malesia con la speranza di essere protette e ascoltate. Invece sono costantemente minacciate di detenzione a tempo indefinito e di rimpatrio in Pakistan, dove sarebbero torturate e perseguitate dallo Stato.
In Malesia non è loro permesso lavorare, non hanno reddito, né cibo, né istruzione, né assistenza sanitaria.
Nel frattempo, queste persone vengono ignorate dalle istituzioni internazionali come l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e dalla comunità internazionale, che abbandonano questi rifugiati a una condizione di apolidia (soggetto privo di qualunque cittadinanza) senza fine.
Queste 10.000 persone fanno parte del Corpo di Cristo. La Parola di Dio ci insegna ad amare con le azioni e con la verità piuttosto che con le parole o i discorsi. Sebbene l’UNHCR conduca campagne contro l’apolidia, in pratica in Malesia fa ben poco per aiutare. Tutto ciò che questi rifugiati cristiani cercano è la dignità umana e il diritto di vivere e professare la propria fede in libertà.
Dopo aver appreso della loro difficile situazione, abbiamo deciso di dare voce alle loro richieste e fornirgli anche un sostegno finanziario, affinché possano sopravvivere in un Paese in cui non hanno uno status legale e non possono lavorare legalmente per sfamare i propri figli. Unitevi a noi e aiutiamoli insieme.

