La legge sulla blasfemia in Pakistan, che può già comportare la morte per chi ritiene di aver insultato l’Islam o il Profeta Maometto, può ora essere utilizzata anche per punire chiunque sia stato condannato per aver insultato persone a lui legate.
I condannati per aver insultato le mogli, le compagne o i parenti stretti del Profeta Maometto rischiano ora 10 anni di carcere, pena che può essere estesa all’ergastolo, oltre a una multa di 1 milione di rupie, circa 3.000 euro. L’accusa di blasfemia diventa inoltre un reato per il quale non è possibile ottenere la condizionale.
La decisione presa dal Parlamento nel gennaio 2023 di rafforzare ulteriormente le severe leggi nazionali sulla blasfemia, spesso utilizzate per regolare conti personali o perseguitare le minoranze, ha sollevato preoccupazioni tra gli attivisti per i diritti umani circa la possibilità di un aumento di tali persecuzioni, in particolare nei confronti delle minoranze religiose, compresi i cristiani.
Poi, nel giugno 2023, il Ministro degli Interni Rana Sanaullah ha firmato un accordo in 12 punti con il Tehreek-e-Labbaik (TLP), che proponeva l’applicazione della Sezione 7 dell’Anti-Terrorism Act (ATA) a chiunque fosse stato condannato per aver diffamato il Profeta Maometto, oltre ad altre sezioni del codice penale del Paese.
Questa possibile aggiunta di accuse di terrorismo renderà i sospetti di blasfemia più vulnerabili. Il governo pakistano continua a cedere alle richieste del Tehreek-e-Labbaik (TLP) che ha organizzato una marcia di 25 giorni da Karachi per chiedere pene più severe e processi rapidi per gli accusati di blasfemia.
Origine e applicazione della legge sulla blasfemia
Le radici della legge sulla blasfemia in Pakistan risalgono alla legislazione dell’epoca coloniale, ma è stata ampliata e resa più severa sotto il governo del generale Zia-ul-Haq negli anni Ottanta. Sebbene inizialmente mirasse a proteggere la sensibilità religiosa, la legge è stata sempre più utilizzata per colpire le minoranze religiose, in particolare cristiani, indù e persino sette musulmane come la comunità Ahmadiyya.

